La musica aiuta a leggere le emozioni

La ridotta sensibilità alla prosodia emozionale negli amusici congeniti riaccende l’ipotesi del protolinguaggio musicale

In questo articolo gli Autori compiono un esperimento su amusici congeniti, ossia persone che dalla nascita non sono in grado di cogliere le caratteristiche della musica: l’intonazione, l’assonanza o la dissonanza, il contenuto emotivo del brano musicale.
A queste persone sono state fatte ascoltare delle frasi prive di contenuto emotivo nel significato, ma pronunciate intonando le diverse emozioni: tristezza, rabbia, felicità, irritazione, tenerezza e, infine, assenza di emozioni. Questo gruppo è stato messo a confronto con un gruppo di controllo composto da persone senza questo deficit dalla nascita.
Dai risultati è emerso che le persone amusiche non sono in grado di cogliere gli aspetti emotivi della prosodia del linguaggio – l’intonazione emotiva -. Ciò ha portato Thompson e Colleghi a riaccendere l’interesse su una teroria proposta da Charles Darwin un paio di secoli fa, ovvero che musica e linguaggio condividano diversi elementi strutturali e funzionali fra i quali, certamente, quello dell’analisi del contenuto emotivo di entrambi i domini.
In due casi non ci sono state differenze significative fra i due gruppi esaminati: quello della paura e quello della frasi pronunciate senza contenuto emotivo. E’ noto che la paura, essendo uno stimolo essenziale, “vitale”,  segua percorsi di interpretazione rapididissimi e sottocorticali – sottocoscienza -, che non comprendono le aree implicate nell’amusia, ovvero la corteccia cerebrale frontale inferiore e quella temporale superiore sia dell’emisfero destro che sinistro. Nel caso poi dell’assenza di emozioni, sono coinvolte solo le aree dell’analisi prosodica del linguaggio, identiche in entrambi i gruppi.

Riassunto. Diverse teorie evolutive assumono che la musica e il linguaggio abbiano un’origine comune dato che un protolinguaggio emozionale rimane evidente nella sovrapposizione di alcune funzioni e nella condivisione di circuiti neurali. L’assunzione di base di questa ipotesi è che la sensibilità al contenuto emotivo della prosodia del linguaggio derivi dalla capacità di analizzare la musica.
Abbiamo esaminato la la sensibilità al contenuto emotivo della prosodia del linguaggio in un campione di individui congenitamente amusici, un disordine di sviluppo neurologico caratterizzato dal deficit della capacità di analizzare gli attributi acustici e strutturali della musica. Dodici individui con amusia congenita e 12 partecipanti di controllo hanno giudicato le espressioni emotive di 96 frasi enunciate. Le frasi erano semanticamente neutre, ma l’elemento prosodico (tono di voce) comunicava uno dei sei stati emotivi: felicità, tenerezza, paura, irritazione, tristezza e nessuna emozione. Gli inididui congenitamente amusici si sono rivelati peggiori rispetto ai controlli nella decodifica della prosodia emotiva, con livelli di decodifica per alcune emozioni del 20% inferiori rispetto ai controlli. Hanno anche riferito la difficoltà nella comprensione dell’aspetto emotivo della prosodia nella loro quotidianità, suggerendo una certa consapevolezza del loro deficit.
I risultati supportano la speculazione che la musica ed il linguaggio condividano il meccanismo che evoca risposte emotive ad attributi acustici, come predetto dalle teorie che propongono un comune legame evolutivo fra questi due domini.


Reduced sensitivity to emotional prosody in congenital amusia rekindles the musical protolanguage hypothesis.

Thompson WF, Marin MM, Stewart L. Proc Natl Acad Sci U S A. 2012 Nov 13;109(46):19027-32.

Abstract. A number of evolutionary theories assume that music and language have a common origin as an emotional protolanguage that remains evident in overlapping functions and shared neural circuitry. The most basic prediction of this hypothesis is that sensitivity to emotion in speech prosody derives from the capacity to process music. We examined sensitivity to emotion in speech prosody in a sample of individuals with congenital amusia, a neurodevelopmental disorder characterized by deficits in processing acoustic and structural attributes of music. Twelve individuals with congenital amusia and 12 matched control participants judged the emotional expressions of 96 spoken phrases. Phrases were semantically neutral but prosodic cues (tone of voice) communicated each of six emotional states: happy, tender, afraid, irritated, sad, and no emotion. Congenitally amusic individuals were significantly worse than matched controls at decoding emotional prosody, with decoding rates for some emotions up to 20% lower than that of matched controls. They also reported difficulty understanding emotional prosody in their daily lives, suggesting some awareness of this deficit. The findings support speculations that music and language share mechanisms that trigger emotional responses to acoustic attributes, as predicted by theories that propose a common evolutionary link between these domains.

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